Sul suono
non facciamo sconti.
Anche un telefono vecchio suona diverso a seconda di come viene pilotato.È lì che reTONE ha investito il suo tempo.
Una conversione.
Fatta bene.
I vecchi telefoni Android convertono a 48 kHz persino i brani in qualità CD a 44.1 kHz.Se non si può evitare, reTONE lo fa una volta sola, e come si deve.
Senza impostazione, Android attenua gli acuti
Tenuto fuori dalla banda udibile
Android non converte di nuovo
Formule incluse
Riproduce ciò che
il Suo telefono non sa leggere.
FLAC hi-res, DSD, AIFF, ALAC.Li legge il motore di reTONE, anche su Android 4.1.
Il motore è scritto in C. Persino un telefono di prova dual core del 2012 riproduce DSD64 e brani a 24 bit/192 kHz.
Dritto al
Suo DAC USB.
Inviato via OTG direttamente al DAC, scavalcando l’elaborazione audio di Android.Se il DAC accetta la frequenza del brano, non viene convertito nulla.

Nessun mixer, nessun ricampionamento
Sui DAC compatibili
Nessun bit perso, sui DAC compatibili
Telefoni e DAC
DIRECT
significa diretto.
La riga in fondo alla schermata del lettore mostra il formato del brano e dove sta andando.Se un percorso è noto per convertire l’audio, non comparirà DIRECT. I valori che non si possono leggere non vengono mai indovinati.
FLAC 16/44.1 → 3.5mm STEREO • 48 kHz
FLAC 24/96 → USB AUDIO • 96 kHz DIRECT
DSD64 → USB AUDIO • DSD64 DIRECT
Si ferma la musica,
si ferma anche lui.
Quando la riproduzione è ferma, reTONE usa lo 0% della CPU.A schermo spento non disegna proprio nulla. Un bene per le batterie vecchie, e per il suono.
Il telefono di tutti i giorni
diventa il telecomando.
Collegandoli via Bluetooth, dal telefono di tutti i giorni può sfogliare la libreria di quello vecchio, scegliere i brani e controllare riproduzione e volume.Lasci il vecchio in borsa e lo comandi dal telefono che ha in mano.

Scelga dagli album, riordini “Up next”
Sul telefono di tutti i giorni
Senza Wi-Fi né internet
reTONE su entrambi i telefoni (da Android ad Android)
Anche sugli Android recenti.
reTONE funziona anche sui telefoni recenti e adatta uscita e impaginazione al dispositivo.

Nessuna conversione all’interno di Android. Android 10 e successivi; la disponibilità dipende dal telefono
Libreria e lettore affiancati
Due colonne sullo schermo aperto
Cose scoperte
strada facendo.
- Un brano DSD si interrompeva di continuo su un DAC in particolare. A ogni colpo di grancassa il segnale superava il livello raccomandato dalle specifiche DSD. A quanto pare, alcuni DAC in quel caso semplicemente si zittiscono.
- Un telefono che dichiarava il supporto USB host non vedeva il DAC. Abbiamo misurato la porta: 0.3 V dove l’USB dovrebbe dare 5 V. Da allora non ci fidiamo più sulla parola di Android.
- Leggeri crepitii da un DAC USB. Il colpevole era il Wi-Fi del telefono stesso. Ora consigliamo la modalità aereo quando si ascolta tramite un DAC.
- Ruotando un tablet, il suono spariva per un istante. Il tablet scambiava gli altoparlanti sinistro e destro in base all’orientamento, perché il canale destro arrivasse sempre da destra.
- I telefoni con CPU più veloci faticavano di più a disegnare lo schermo. Le versioni meno recenti di Android ridisegnano tutto lo schermo anche per una piccola modifica, quindi il carico dipende dal numero di pixel.
Basta parole.
Ora ascolti.
…È ancora qui?
Per chi vuole saperne di più.
Quel che segue forse entusiasmerà solo chi l’ha fatto.